Corso di informatica per adulti principianti

“Non è mai troppo tardi”, titolava una vecchia trasmissione televisiva dove un maestro elementare insegnava a leggere e scrivere agli italiani rimasti analfabeti nel dopoguerra.
Oggi nell’era del digitale l’analfabetismo non esiste più ma rimane un altro tipo di analfabetismo che ha un nome preciso: digital divide. Ovvero quelli che sanno destreggiarsi con la tecnologia informatica (dallo smartphone in su) e quelli che per diverse ragioni hanno un certo timore o perfino repulsione per questi aggeggi in generale.
Di solito sono persone avanti con gli anni, che non si sono mai poste il problema finché non hanno scoperto che rispetto agli altri più ‘informatizzati’ rischiano di rimanere tagliati fuori nello svolgere anche semplici compiti burocratici o del vivere comune.
Ho amici di età non proprio avanzata che tuttavia rimangono piuttosto impediti nell’usare correttamente uno smartphone o peggio ancora un PC e si devono per questo farsi sempre aiutare da qualcuno. Non è un problema di capacità ma proprio una sorta di rifiuto di queste cose ‘complicate’. Ci sono però anche delle eccezioni. Avevo una cara amica di 11 anni più avanti di me di età, alla quale insegnai i primi rudimenti della videoscrittura perché aveva intenzione di scrivere un libro. Se si hanno dei desideri, degli scopi precisi da raggiungere come aveva lei allora si impara anche senza avere già una predisposizione o preparazione specifica.
Lei non solo scrisse il suo libro ma volle imparare anche a fare altre cose: un archivio fotografico dove digitalizzò tutte le sue foto cartacee , imparò a ritoccarle , ad esempio per colorare le foto in bianco e nero. Imparò a metterle insieme per fare brevi filmati con musica sincronizzata. Alla fine aveva pubblicato su Facebook centinaia di sue opere e fatto pure una mostra. Il computer ha indubbiamente riempito i suoi ultimi 15 anni di vita , che diversamente avrebbe forse trascorso nella noia o come altre sue coetanee a passare il tempo con lavori a maglia o uncinetto.

Foto originale in bianco e nero colorata da Lara Lari


Quindi la difficoltà maggiore nell’insegnare a persone nate e vissute in una generazione priva del digitale è quella di riuscire a coinvolgerli in modo tale che possa nascere in loro il desiderio di sforzarsi per raggiungere un determinato obbiettivo.
Per esempio fargli scoprire che nel mondo caotico del web e internet possono trovare quelle cose che collimano con i propri interessi personali e quindi sviluppare la propria conoscenza. Perché anche se una persona avanti con gli anni può avere più difficoltà nell’apprendere nozioni, sarà più semplice se troverà subito un campo di applicazione tale che sia veramente interessato/a a esplorare le possibilità che offre una certa padronanza del mezzo telematico. Proprio come era accaduto alla mia cara amica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *